La Lituania, con 2,8 milioni di abitanti (di cui il 6% appartenente alla minoranza polacca), si configura come la più popolosa delle tre Repubbliche Baltiche. La capitale è Vilnius, che conta 600.000 residenti, mentre altre città rilevanti sono Klaipeda (dotata di un porto sul Mar Baltico) e Kaunas. La struttura economica si fonda su un settore primario che mantiene una notevole rilevanza (dedito prevalentemente alla produzione ed esportazione di grano e prodotti lattiero-caseari); un settore manifatturiero (che include industrie chimiche, farmaceutiche, dei laser, dei materiali da costruzione, del mobile e l’agroindustria) che contribuisce per circa il 20% al Prodotto Interno Lordo, ma soprattutto su un settore dei servizi altamente sviluppato. Quest’ultimo comprende sia attività tradizionali, quali il commercio e la grande distribuzione (con una significativa presenza di catene svedesi), i trasporti e la logistica (la posizione geografica del paese lo rende un crocevia naturale tra gli altri Stati Baltici e l’Europa, come testimonia la consistente flotta di mezzi di trasporto lituana), sia attività innovative. In tale contesto, l’e-commerce risulta ampiamente diffuso e rappresenta la principale modalità d’acquisto per i beni di consumo per la fascia di popolazione sotto i 50 anni; anche il settore bancario e assicurativo è caratterizzato da un elevato grado di digitalizzazione.
Ecosistema digitale e start-up globali
Si noti che la piattaforma e-commerce “VINTED”, leader mondiale per la compravendita di abiti usati e complementi d’arredo, è nata in Lituania, così come la banca online più diffusa in Europa, REVOLUT UAB BANK, che annovera ormai milioni di clienti, anche in Italia. L’industria dei videogiochi è molto sviluppata, con oltre 20.000 addetti e una solida proiezione internazionale. Il Paese ospita un buon numero di data center, in considerazione dell’esperienza locale, dello sviluppo delle energie rinnovabili e degli incentivi pubblici agli investimenti esteri anche in questo settore (si consulti il sito web dell’Agenzia locale “Invest in Lithuania”).
Infrastrutture tecnologiche e attrazione degli investimenti
A seguito dell’adesione all’Unione Europea nel 2004, contestualmente alle altre repubbliche Baltiche, e dopo un decennio di riforme strutturali (la domanda di adesione risale al 1995), la ricchezza nazionale ha registrato un aumento esponenziale. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite ha raggiunto l’attuale valore di 29.000 US $, collocando il Paese leggermente al di sotto della media dei Paesi UE. La Lituania ha adottato l’Euro come valuta nazionale a partire dal 2015.
Nell’ultimo triennio, la crescita del PIL ha rallentato rispetto agli anni precedenti, principalmente a causa del conflitto in Ucraina, il quale ha compromesso le relazioni commerciali con la Russia e la Bielorussia, regioni con cui il traffico frontaliero era particolarmente intenso. Tuttavia, nel corso del 2025, il PIL è cresciuto del 2,5%, superando la media europea. Le proiezioni per il 2026 indicano un’ulteriore crescita stimata intorno al 2,8%.
Il Paese vanta una buona apertura al commercio internazionale per un interscambio pari a 80,3 mld di Euro , di cui 36,9 di esportazioni e 43,4 di importazioni.
La bilancia commerciale
Per quanto riguarda i partner commerciali della Lituania sul fronte delle importazioni, i principali Paesi fornitori sono Polonia, Germania, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi e Arabia Saudita. L’Italia occupa una posizione significativa, collocandosi all’11º posto tra i fornitori del Paese.
Sul versante delle esportazioni, la Lituania indirizza i propri flussi principalmente verso Lettonia, Polonia, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti. Anche in questo caso l’Italia rappresenta un mercato rilevante, figurando come 13º Paese cliente.
Interscambio Italia-Lituania
| Valore 2025 | Variazione su 2024 | Fonte | |
| Esportazioni italiane | 1,5 mld € | +3,9% | MAECI |
| Importazioni italiane | 1,02 mld € | +12% | MAECI |
Principali settori merceologici
| Esportazioni italiane | Importazioni italiane |
| Macchinari | Alimentari |
| Alimentari e bevande | Chimici |
| Tessile / abbigliamento | Computer |
| Metalli | Tessili |
| — | Legname |
Un interscambio in crescita costante
L’Italia si colloca all’undicesimo posto tra i fornitori e al tredicesimo tra i paesi clienti della Lituania, con un interscambio in continua espansione a partire dall’adesione della Lituania all’Unione Europea. Sebbene l’ultimo triennio abbia registrato un leggero rallentamento, principalmente dovuto alle tensioni delle frontiere esterne, la crescita è ripartita con vigore nel 2025, evidenziando un incremento sia nelle esportazioni che, in maniera ancora più marcata, nelle importazioni. La nostra industria meccanica è molto apprezzata e i prodotti alimentari italiani stanno costantemente guadagnando quote di mercato. I rapporti bilaterali sono improntati alla cordialità e il nostro Paese gode di un’ottima immagine in Lituania, rappresentando una delle principali destinazioni turistiche. Le relazioni istituzionali stanno attraversando una fase di intensificazione (come testimoniato dalla visita del Presidente lituano Gitanas Nauseda in Italia lo scorso ottobre), anche in conseguenza della presenza della nostra Aeronautica Militare nel Paese, nell’ambito della NATO, per la protezione dello spazio aereo lituano.
Le aziende italiane in Lituania
La presenza delle nostre aziende è prevalentemente di natura commerciale (Ferrero, Gruppo Lavazza, New Holland, Iveco, Piaggio, Menarini), affiancata da un significativo impianto tessile della Marzotto a Kaunas. Quest’ultimo, acquisito in seguito alla rilevazione di un’azienda lituana nel 2000, è primariamente dedicato alla produzione di filati in lana e lino e biancheria per la casa. La costruzione della “Rail Baltica” ha altresì attratto la partecipazione di diverse imprese italiane, tra cui la Rizzani de Eccher, che si sono aggiudicate appalti per la realizzazione di questa rilevante infrastruttura (870 Km). L’opera, co-finanziata dall’Unione Europea nell’ambito della “Connect Europe Facility”, consentirà il collegamento su rotaia da Tallinn (Estonia) al confine con la Polonia, con conseguente connessione alla rete ferroviaria europea.
La chiarezza del quadro normativo, un regime fiscale moderato (aliquota del 21% con progressione fino al 33%) e l’inesistenza di ostacoli al commercio, parallelamente allo sviluppo di settori innovativi, incentivano un aumento degli investimenti e dell’interscambio bilaterale.
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