USA: FTZ diverse, stessi benefici

Esistono due tipi di Free Trade Zone negli Stati Uniti:

  1. Zone Generali (General-Purpose Zones): solitamente parchi industriali o aree di magazzinaggio gestite da un’entità pubblica (es.: autorità portuale o comunale). Più aziende possono affittare spazio al loro interno.
  2. Zone Speciali (Special Subzones): siti singoli e specifici autorizzati per un’azienda particolare, quando le sue operazioni non possono essere svolte all’interno di una zona generale (ad esempio, un grande impianto manifatturiero automobilistico o petrolchimico).
Come ottenere l’autorizzazione FTZ

Per operare in una FTZ, un’azienda deve presentare una richiesta alla Foreign-Trade Zones Board a Washington D.C. e all’Ufficio Doganale e di Protezione dei Confini (CBP) locale.

Il Foreign-Trade Zones Board (composto dal Segretario al Commercio e al Tesoro) concede le licenze.

Lo U.S. Customs and Border Protection (CBP) supervisiona le operazioni e la sicurezza.

Gestione Operativa: le zone sono gestite da enti pubblici o privati (Grantee) che a loro volta le affidano in gestione a operatori e le mettono a disposizione delle aziende utenti.

Come scegliere l’FTZ ideale

La scelta della FTZ ideale dipende da:

  • Tipo di merce: ogni porto ha specializzazioni (container, automobili, rinfuse, refrigerati).
  • Mercati di destinazione: accesso a specifici corridoi ferroviari e autostradali per il Midwest, il Sud, ecc.
  • Servizi logistici: presenza di operatori logistici specializzati, magazzini con certificazioni specifiche (es. FDA per farmaci).
  • Incentivi statali locali: alcuni stati offrono condizioni fiscali particolarmente vantaggiose.
Esempi pratici di utilizzo
  • Un’azienda automobilistica giapponese importa motori e componenti in una FTZ in Tennessee. Li assembla in automobili. Paga i dazi solo sulle auto vendute negli USA, e al tasso dell’auto finita (spesso più basso di quello dei componenti). Le auto esportate in Canada o Messico non pagano dazi USA.
  • Un distributore di elettronica cinese immagazzina smartphone in una FTZ. Da lì, ridistribuisce i prodotti in tutto il Nord e Sud America. Paga i dazi USA solo sugli smartphone che entrano nel mercato statunitense.
  • Una raffineria di petrolio importa greggio in una subzone. Lo lavora in prodotti raffinati. Può scegliere di pagare il dazio sul greggio o sui prodotti finiti, a seconda di quale sia più conveniente.

 

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