Il recente convegno annuale organizzato dalla rivista “Africa e Affari”, svoltosi la scorsa settimana tra Roma e Milano, ha offerto una panoramica approfondita sul posizionamento del Continente Africano nell’ambito dei megatrend economici e commerciali globali.
L’evento, arricchito dalla partecipazione di numerose aziende e istituzioni, ha evidenziato il potenziale che le imprese italiane possono sfruttare. Questo è reso possibile anche grazie al rafforzamento della presenza del Sistema Italia, che, in linea con il Piano Mattei, prevede il potenziamento di Ambasciate e Uffici ICE, oltre all’implementazione di misure di supporto finanziario specifiche come la “Misura Africa” di Simest e gli strumenti di Sace, volte a favorire l’inserimento delle aziende nei mercati del continente.
Strategie locali e sinergie globali: la nuova geoeconomia africana
In primo luogo, è necessario adeguare le strategie alla luce dell’attuale contesto economico continentale, che mira alla trasformazione in loco delle abbondanti materie prime, superando la mera esportazione delle stesse. Tale approccio favorisce una maggiore sinergia con la Cina, l’India e i Paesi del Golfo, piuttosto che con l’Unione Europea, come evidenziato dalla crescita dell’interscambio del continente con il resto del mondo, aumentato negli ultimi quindici anni in misura percentualmente molto superiore con tali paesi: Cina (130%), India (200%) e Paesi del Golfo (300%), rispetto a quello con l’Europa (90%). Tutto ciò è anche merito dei massicci investimenti e della presenza sul territorio di grandi aziende di questi paesi, le quali hanno partecipato non solo allo sfruttamento delle materie prime, ma anche allo sviluppo delle infrastrutture e della logistica, elementi vitali per l’evoluzione dell’economia continentale.
Un mercato continentale in costruzione: l’impatto dell’AfCTFA
L’interscambio all’interno del Continente sta registrando una crescita media annua del 20%, grazie alla progressiva implementazione dell’African Continental Free Trade Agreement (AfCTFA), siglato nel 2019. Questo accordo, al quale hanno aderito 54 Stati del Continente, ha creato un potenziale mercato unico di 1,2 miliardi di abitanti. Sebbene il processo di attuazione sul campo sia ancora in fase di definizione, prima di pervenire a un’unificazione continentale di norme e procedure, le sue ricadute iniziano già a manifestarsi.
Permangono, infatti, marcati squilibri tra le diverse Aree geografiche regionali all’interno del continente. Le regioni centrali e quelle immediatamente a sud del Sahara risultano tuttora interessate da significative tensioni, come dimostra, ad esempio, il conflitto in atto in Sudan, mentre si osserva una maggiore crescita in alcuni paesi dell’Africa Orientale e Meridionale. Il contesto generale è, comunque, caratterizzato da una dinamica di crescita, benché insufficiente per assicurare una distribuzione equa dei relativi benefici all’intera popolazione.
Italia-Africa: numeri, settori e visione strategica
In questo contesto, l’Italia mantiene costanti i rapporti economici e commerciali con il continente, con un interscambio che ha raggiunto i 45,3 miliardi di Euro nei primi nove mesi del 2025 (dati Osservatorio Economico MAECI). Tale dato evidenzia una lieve crescita, se proiettato su base annua, rispetto al 2024, esercizio in cui le importazioni, principalmente petrolio, gas e metalli, si sono attestate a 28,9 miliardi di euro e le esportazioni, incentrate soprattutto su macchinari e tecnologia, a 16,4 miliardi di euro. È tuttavia fondamentale che il rapporto economico evolva verso una collaborazione con le imprese locali, come sottolineato dal Direttore della Direzione Crescita ed Esportazioni del MAECI, Fabrizio Lobasso. È necessario individuare obiettivi reciprocamente vantaggiosi e definire, in funzione di questi, un percorso di crescita e formazione delle risorse umane, in coerenza con lo spirito del Piano Mattei. Quest’ultimo ha riscosso l’apprezzamento di numerosi leader africani, che saranno i protagonisti del secondo vertice Italia-Africa, in programma il 13 e 14 febbraio prossimo ad Addis Abeba.

