Oman, dal Medioevo alla modernità sostenibile

Le risorse petrolifere omanite, pur limitate rispetto a quelle delle altre “monarchie petrolifere” (circa 1 milione di barili di petrolio al giorno, approssimativamente 15 volte meno dell’Arabia Saudita e 6 volte meno degli Emirati) restano la principale risorsa del Paese, contribuendo per il 70% alle entrate statali e per il 68% del valore delle esportazioni.
Da qui la necessità di diversificazione dell’economia, al centro del programma di Vision Oman 2020 (varato da Qaboos nel 2000) e dell’attuale programma Vision 2040 (varato dal successore) che hanno individuato i settori sui quali puntare:

  • modernizzazione dell’agricoltura, che conta solo per il 3,5% del PIL ma occupa il 10% della popolazione; 
  • logistica: in considerazione della strategica posizione geografica sull’Oceano Indiano fra Africa e Asia e delle moderne infrastrutture portuali nel frattempo realizzate anche per l’export di commodities quali il GNL e l’Idrogeno;
  • turismo: in continua crescita (4,6 milioni di turisti nel 2025, di cui 90.000 italiani) nonostante le tensioni della regione. Da segnalare l’apertura di un volo diretto della Oman Air sulla tratta Muscat – Roma che dal gennaio 2025 si aggiunge a quello Muscat – Milano, operativo dal 2024;
  • crescita dei settori legati al “downstream” petrolifero, in particolare nella trasformazione delle materie plastiche (1,5 mln di tonnellate annue di polimeri) e nella filiera delle tecnologie “verdi”.

 

Energia pulita

Nell’ultimo decennio significativi investimenti sono stati allocati per la creazione di parchi solari – 40.000 pannelli installati – ed eolici – 2.000 pale eoliche installate – grazie alle condizioni climatiche favorevoli e alla grande superficie di terreni disponibili, che attualmente generano il 20% dell’energia elettrica utilizzata e la cui espansione è destinata a rifornire un network in grado di alimentare anche impianti di produzione di “idrogeno verde”, di cui mira a diventare uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali, come è emerso nel corso del forum Green Hydrogen Oman-UE Summit tenutosi a dicembre 2025 a Muscat, al quale sono intervenuti i maggiori player mondiali del settore. Secondo l’IEA (International Energy Agency), l’Oman diventerà, nell’arco di pochi anni, il sesto esportatore mondiale di idrogeno verde. Diverse importanti società straniere che operano nel settore, in particolare Regno Unito e Cina, hanno già firmato accordi con Hydrom, gestore pubblico che ne regola la produzione, distribuzione e vendita, con significativi investimenti, in particolare nella Zona Industriale Speciale di Duqm, destinata a diventare il più grande terminal di stoccaggio ed esportazione di idrogeno al mondo. In occasione del summit si è parlato della realizzazione di un “corridoio dell’idrogeno verde” che colleghi il terminal di Duqm con il porto di Rotterdam nei Paesi Bassi e da qui ad altri paesi europei, in primis la Germania.

 

 

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