Un ruolo fondamentale nella diversificazione dell’economia omanita è stato dato alle Zone Economiche Speciali e alle Free Zones. Secondo i dati della Public Authority for Special and Free Zones (OPAZ), vi sono attualmente 13 Zone Economiche Speciali e 3 Free Zones in tutto il paese. Citiamo le caratteristiche delle tre principali:
DUQM
La ZES di Duqm si estende su una superficie di 2.000 km². Rappresenta la principale Zona Economica Speciale dell’Oman nonché una delle più rilevanti dell’intera regione mediorientale, avendo attratto investimenti per un totale di 30 miliardi di dollari (World Bank). Si configura come un imponente polo multifunzionale che integra impianti manifatturieri di trasformazione (settori della plastica e dei metalli) – alimentati in prevalenza da energia solare ed eolica –, raffinerie e terminal per petrolio, gas naturale e idrogeno, oltre a strutture dedicate al trattamento dei prodotti agricoli e ittici. L’intero complesso è servito da una capillare rete stradale collegata al porto omonimo, idoneo all’approdo di navi ad alto tonnellaggio, dotato di terminal per l’esportazione e in cui operano diversi cantieri navali. Inoltre, tra il 2019 e il 2024, la società Saipem, nell’ambito del consorzio aggiudicatario della commessa nel 2018, è stata impegnata nella realizzazione della grande raffineria di Duqm e del relativo oleodotto. Tutta la struttura è connessa con una fitta rete stradale all’omonimo porto dove operano alcuni cantieri navali, abilitato con terminal per l’esportazione e adatto a ricevere navi di grande tonnellaggio. Nella costruzione della grande raffineria di Duqm e dell’oleodotto a questa collegata, è stata impegnata dal 2019 al 2024 Saipem, in quanto parte del Consorzio che si è aggiudicato l’importante appalto nel 2018. La raffineria, operativa dal 2024 è uno dei più importanti poli industriali del Paese.
SALALAH
Porto situato sull’Oceano Indiano e storicamente importante “hub” commerciale: da qui partivano le carovaniere che attraversavano il deserto fino ai porti del Mar Rosso e da qui, con molta probabilità, partirono i tre Re Magi verso Betlemme, con i loro doni al Bambino Gesù, che comprendevano l’incenso e la mirra, prodotti della pianta di “franchincenso” di cui la regione del Dhofar, di cui la città di Salalah è capoluogo, era ricca, ma la cui coltivazione continua ancora oggi.
Attualmente è la seconda città più importante del paese (300.000 abitanti) e il porto principale, importante per la logistica e il transhipment da/per Africa Orientale e India. Al suo interno un’ampia superficie è destinata alla Free Zone.
SOHAR
Importante per l’attività di trasformazione manifatturiera e il suo porto, situato a metà strada tra Muscat e Salalah. Investimenti esteri significativi si registrano all’interno di queste Free Zones, in particolare da Regno Unito, Stati Uniti, Cina ed Emirati Arabi Uniti. All’interno di queste Zone Economiche Speciali, costruite per creare dei “cluster” industriali omogenei, vi sono aree sono destinate a Free Zones per attrarre investimenti esteri attraverso:
- l’esenzione sui redditi societari e personali per 10 anni, eventualmente prorogabili;
- esenzione dai dazi doganali e altre imposte connesse alle operazioni di import/export ed esenzione dall’imposta sull’Iva del 5%;
- possibilità di detenzione del 100% della proprietà degli impianti e dell’entità legale eventualmente costituita per l’esercizio dell’investimento;
- esenzione, parziale o totale a seconda del numero di addetti, dagli obblighi di “omanizzazione” che prevedono una quota di addetti di nazionalità omanita sul totale.
Il regime fiscale
In generale, il regime fiscale omanita è comunque favorevole: Iva al 5%; imposta sul reddito personale al 5% per i redditi superiori a 42.000 Omani Real – equivalenti a circa 97.000 euro – cifra raggiunta da una esigua minoranza di abitanti. È stabilita al 15% l’imposta sui redditi societari ma non per le PMI con guadagni inferiori a 150.000 Omani Real (346.000 euro) e con meno di 25 addetti.
Società personali, e a Responsabilità Limitata possono essere al 100% di proprietà estera purché non esercitino attività ricomprese nella “negative list”, vale a dire riservate ai cittadini omaniti, di solito piccole attività commerciali o di produzioni artigianali. Soltanto le Società per Azioni, a seconda dell’ammontare di capitale investito, minimo di 500.000 reali omaniti (1.150.000 euro) debbono avere obbligatoriamente anche soci omaniti nell’assesso societario.
Gli investimenti esteri
I principali ostacoli agli investimenti stranieri sono dati dall’”omanizzazione”, politica finalizzata a incrementare l’occupazione per i cittadini omaniti – in particolare i giovani – e a diminuire la percentuale di lavoratori stranieri (40% del totale) e dalla lentezza dell’iter autorizzativo relativo alle pratiche di registrazione presso il Ministero del Commercio, dell’Industria e della Promozione degli Investimenti e ai successivi obblighi amministrativo contabili. La lentezza della burocrazia è comunque generalizzata a molti adempimenti e non “su misura” per gli investitori esteri.
L’acquisto di immobili da parte di stranieri è previsto soltanto nei Complessi Turistici Integrati (ITC), in alcune Zone Franche e in altre aree, specificamente individuate dalle Autorità competenti.
Da segnalare la severità con la quale vengono puniti gli inadempimenti in materia contabile amministrativa nei confronti degli Enti preposti, ma anche nei rapporti fra privati.
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