Con una popolazione di poco più di 5 milioni di abitanti, la Nuova Zelanda è una delle economie più aperte al mondo: il commercio (beni e servizi) rappresenta circa il 60% dell’attività economica totale, grazie anche ai numerosi accordi di libero scambio firmati con l’Australia, Corea, UK e Unione Europea.
Nel 2025, secondo le statistiche neozelandesi, il valore totale delle esportazioni (beni+servizi) ha raggiunto i 50 miliardi di USD. Le esportazioni di beni hanno rappresentano circa il 15,6% del PIL del 2025, quota in aumento (rispetto al 15% del 2024), con una crescita record dell’export agricolo (+14%).
Principali mercati di destinazione
- Cina: USD11,59 miliardi
- Australia: USD5,87 miliardi
- Stati Uniti: USD 5,43 miliardi
- Giappone: USD2,32 miliardi
- Corea del Sud: USD1,55 miliardi
Principali settori di esportazione
- Prodotti lattiero-caseari, uova e miele, latte in polvere e il burro
- Carne e frattaglie commestibili
- Legname e prodotti in legno
- Frutta e prodotti agricoli (es. kiwi, mele)
- Vini e bevande
- Lane e tessuti
Nello stesso anno il valore totale delle importazioni della Nuova Zelanda è ammontato a circa USD 53 miliardi. I principali paesi da cui la Nuova Zelanda importa beni e servizi vedono una forte concentrazione nell’area Asia-Pacifico. In particolare:
- Cina (oltre il 20% delle importazioni totali): risulta il primo partner da cui la Nuova Zelanda importa prodotti tessili, elettronica di consumo, macchinari e beni manifatturieri.
- Australia (10%): grazie alla vicinanza geografica e agli accordi di libero scambio, fornisce prodotti alimentari, macchinari, carburanti raffinati e veicoli.
- Stati Uniti (9%): principalmente macchinari industriali, velivoli e componenti aerospaziali, apparecchiature mediche e prodotti chimici.
- Corea del Sud (6%): auto e veicoli commerciali, raffinati del petrolio ed elettronica.
- Giappone (6%): veicoli a motore, macchinari e componenti meccaniche.
- Singapore (5%): principale hub per la distribuzione di carburanti raffinati e prodotti chimici.
- Thailandia e Malaysia (4% ciascuna): autoveicoli, olio di palma e beni di consumo.
L’Unione Europea, nel suo complesso, rappresenta circa il 10-12% delle importazioni totali di beni della Nuova Zelanda, configurandosi come uno dei commerciali di maggior rilievo.
I dati ufficiali della Commissione Europea evidenziano i seguenti punti fondamentali sugli scambi di beni tra UE e Nuova Zelanda:
- Interscambio totale di merci: 8,4 miliardi di euro
- Esportazioni UE verso la Nuova Zelanda: 5,0 miliardi di euro
- Importazioni UE dalla Nuova Zelanda: 3,4 miliardi di euro
- Surplus commerciale dell’UE: 1,6 miliardi di euro
La Germania, con una quota di oltre il 55%, è il principale fornitore. Seguono Italia (12%), Francia (10%), Paesi Bassi (8%), Belgio (6%), Spagna (5%).
Le esportazioni UE verso il mercato neozelandese sono quasi interamente composte da prodotti finiti e ad alto valore aggiunto:
- Macchinari e impianti meccanici (circa il 30% del totale)
- Veicoli a motore, autobus, camion e parti di ricambio
- Prodotti farmaceutici e strumenti medico-chirurgici
- Apparecchiature elettriche ed elettroniche
- Prodotti alimentari lavorati, vini e bevande ad alta gamma (protetti da indicazioni geografiche come DOP/IGP)
Interscambio con l’Italia
L’Italia conferma un saldo attivo storico con la Nuova Zelanda nonostante negli ultimi anni il valore dell’export italiano sia andato diminuendo, passando dal picco di 709 milioni di euro del 2022 ai 559 milioni di euro registrati nel 2025. Nei primi sei mesi dell’anno in corso si evidenzia però una ripresa dell’export italiano con una crescita del 14,3% rispetto al corrispondente periodo 2025 raggiungendo i 307,4 milioni di euro (dati ICE/Istat).
Le principali voci del Made in Italy esportate in Nuova Zelanda nel 2025 includono nell’ordine:
- Macchinari e apparecchiature industriali
- Macchine agricole
- Mezzi di trasporto e componenti
- Prodotti agroalimentari, vino e bevande
- Moda, calzature e beni di lusso
Circa le importazioni dalla Nuova Zelanda, queste hanno fatto registrare una crescita costante, raggiungendo lo scorso anno i 291,6 milioni di euro (+37,5% rispetto al 2025). Di conseguenza il nostro saldo commerciale è diminuito a 267 milioni di euro (rispetto ai 432 milioni di euro del 2024). Nei primi sei mesi dell’anno in corso si è confermato l’andamento positivo dell’export neozelandese che ha ha raggiunto i 211 milioni di euro, con una crescita del 52% rispetto al corrispondente periodo 2025.
L’import dalla Nuova Zelanda è trainato da: cuoi e pellami, fibre tessili e lana merino, prodotti di origine animale, metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi.
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