Le dirigenti sono oggi il principale motore della crescita della managerialità privata. I dati del nuovo Rapporto Manageritalia mostrano un cambiamento strutturale che riguarda competitività, ricambio generazionale e qualità della governance.
Negli ultimi anni il dibattito sulla leadership femminile si è spesso concentrato sul tema della parità di genere. I dati del nuovo Rapporto Donne Manager 2026 di Manageritalia, elaborato sulle statistiche ufficiali INPS, suggeriscono però una lettura diversa: la presenza delle donne nelle posizioni dirigenziali non rappresenta soltanto un tema di equità, ma uno dei principali fattori di evoluzione del management italiano.
Una crescita che traina tutto il sistema
Nel 2024 il numero complessivo dei dirigenti privati è aumentato del 2,6%, ma il dato più significativo riguarda la diversa velocità di crescita:
- +6,2% dirigenti donne;
- +1,5% dirigenti uomini.
Le donne rappresentano oggi il 22,7% dei dirigenti privati italiani e, secondo le proiezioni elaborate da Manageritalia, nel 2025 hanno superato il 23%, raggiungendo il valore più elevato mai registrato.
Il dato assume un significato ancora più rilevante se osservato nel lungo periodo: dal 2008 al 2024 il numero delle dirigenti è cresciuto del 114%, mentre quello dei dirigenti uomini è leggermente diminuito (-1,3%). In pratica, la crescita complessiva della managerialità privata italiana è stata determinata quasi interamente dall’incremento della componente femminile.
Non è una quota. È un cambiamento del mercato del lavoro
Il rapporto evidenzia un fenomeno spesso sottovalutato: le donne sono molto più presenti nelle fasce manageriali più giovani.
Tra i dirigenti:
- le donne rappresentano circa il 40% degli under 35;
- il 32% degli under 40;
- contro una media complessiva del 22,7%.
Anche tra i quadri la presenza femminile raggiunge il 33,4%, segnale di un bacino di futura classe dirigente destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.
Il ricambio generazionale, quindi, non sta semplicemente sostituendo manager senior con professionisti più giovani: sta modificando progressivamente anche la composizione della leadership aziendale.
Il terziario continua a guidare la trasformazione
L’incremento della managerialità è particolarmente evidente nel settore dei servizi.
Negli ultimi otto anni il numero dei dirigenti del terziario è cresciuto di circa il 20%, contro il 4% registrato nell’industria. All’interno del terziario la presenza femminile raggiunge il 25,8%, mentre nell’industria si ferma al 16,5%.
Si tratta di una dinamica coerente con l’evoluzione dell’economia italiana, sempre più orientata verso servizi avanzati, consulenza, innovazione digitale, finanza, commercio internazionale e professioni ad alta intensità di competenze.
Le differenze territoriali restano marcate
La crescita interessa quasi tutte le regioni italiane, ma permane un forte divario territoriale.
La Lombardia mantiene la maggiore concentrazione di dirigenti privati, mentre il Lazio registra la quota più elevata di donne in posizioni dirigenziali (29%), seguito da Sicilia, Puglia e Molise. All’estremo opposto si collocano Marche, Umbria e Trentino-Alto Adige.
Il rapporto evidenzia inoltre come il numero di dirigenti rispetto ai lavoratori dipendenti resti ancora inferiore rispetto ai principali Paesi concorrenti, confermando quanto esista ancora un ampio margine di crescita della managerialità italiana.
Un segnale importante anche per le PMI
Per le piccole e medie imprese il messaggio è particolarmente significativo.
L’internazionalizzazione, la trasformazione digitale, la sostenibilità, la gestione dei rischi geopolitici e delle nuove tecnologie richiedono competenze manageriali sempre più articolate. Il rafforzamento della presenza femminile nelle posizioni di responsabilità amplia il patrimonio di competenze disponibile per affrontare queste sfide.
Non si tratta quindi soltanto di aumentare il numero delle donne nei ruoli apicali, ma di valorizzare un processo di rinnovamento che contribuisce ad accrescere la capacità competitiva delle imprese.
La managerialità come leva di competitività
Il Rapporto Manageritalia offre infine una riflessione che va oltre il tema della leadership femminile. Dopo gli anni caratterizzati da crisi economiche, pandemia, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche, le imprese sembrano aver consolidato una consapevolezza: affrontare mercati sempre più complessi richiede competenze manageriali solide.
La crescita delle dirigenti rappresenta quindi uno degli indicatori di un sistema economico che evolve, investe maggiormente nelle competenze e riconosce il valore della managerialità come fattore strategico di sviluppo.
Rapporto Donne Manageritalia 2026
- Dirigenti privati: 133.701
- Crescita totale 2024: +2,6%
- Crescita dirigenti donne: +6,2%
- Crescita dirigenti uomini: +1,5%
- Donne dirigenti: 22,7% del totale nel 2024
- Stima 2025: oltre il 23%
- Crescita delle dirigenti dal 2008: +114%

