Focus Egitto, riequilibrio macroeconomico

Nel corso dell’ultimo semestre del 2025, l’Egitto ha mostrato segnali concreti di ripresa, favoriti dagli aiuti esterni e nonostante la persistenza delle crisi regionali. A livello macroeconomico, la lira egiziana ha arrestato la sua svalutazione nei confronti delle principali valute e la disponibilità di riserve valutarie estere è tornata sufficiente per garantire la possibilità di importare i beni e i servizi essenziali per le catene produttive locali. L’inflazione si è ridotta al 12% dopo aver raggiunto il 35% nel 2024, e si è registrato un incremento degli investimenti esteri, in particolare da Cina e Turchia, che si aggiungono ai rilevanti flussi provenienti dagli stati del Golfo, specialmente Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, i cui capitali sono da anni trasversali a tutti i settori economici, con una particolare enfasi sull’edilizia, la logistica e lo sviluppo delle energie rinnovabili.

La nuova capitale amministrativa del Golfo

I Capitali del Golfo, oltre ai progetti turistici e residenziali, stanno contribuendo alla realizzazione della Nuova Capitale Amministrativa (45 km ad est del Cairo) che ha richiesto investimenti rilevanti, valutati per oltre 50 miliardi di dollari, e si avvia alla conclusione. Saranno qui trasferite le sedi dei Ministeri, dello stesso Palazzo presidenziale e dei servizi associati, oltre a palazzi residenziali e grattacieli costruiti secondo le più moderne tecniche che consentono la digitalizzazione spinta e il risparmio energetico nella quale dovrebbero risiedere, nell’immediato, circa 1 milione di abitanti dando finalmente concretezza ai progetti di riduzione della popolazione della capitale, Il Cairo, che conta oltre 20 milioni di abitanti. Più in generale il paese deve adeguarsi a una straordinaria crescita demografica: nel 1960 la popolazione dell’Egitto era di 28 milioni di abitanti, attualmente sfiora i 120 milioni, con un’età media di 25 anni. 

Lo sviluppo infrastrutturale

Dalla sua elezione a Presidente nel 2014, Abdallah Fattah Al-Sisi ha promosso ingenti investimenti pubblici, in particolare nel settore edilizio e nello sviluppo di nuove infrastrutture. Ne sono prova il quasi completamento della Nuova Capitale Amministrativa e l’inaugurazione, avvenuta il 1° novembre scorso, del Grande Museo Egizio, la cui realizzazione ha richiesto oltre vent’anni. Si segnala, inoltre, l’ampliamento del Canale di Suez, parzialmente realizzato nel 2015 e per il quale è previsto un ulteriore espansione. Attorno al Canale si stanno sviluppando le Zone Economiche Speciali, gestite dalla Suez Canal Economic Zone e distribuite lungo i suoi 450 km. Queste zone stanno attirando investimenti in numerosi settori chiave, tra cui: logistica e servizi, tessile e abbigliamento, ICT, parchi per l’energia solare ed eolica, agroindustria.

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