Rail Baltica, l’infrastruttura strategica per l’Unione Europea

Il progetto RAIL BALTICA rappresenta la più significativa infrastruttura attualmente in costruzione nell’Europa nord-orientale, finalizzata a connettere Tallinn a Varsavia tramite una linea ferroviaria a scartamento europeo standard (1435 mm). Tale opera garantirà un servizio passeggeri ad Alta Velocità e contribuirà alla modernizzazione del trasporto merci tra i cinque paesi coinvolti, promuovendone l’intermodalità e ottimizzando i collegamenti tra l’Europa centrale e quella nord-orientale, un’esigenza la cui importanza è stata ulteriormente evidenziata a seguito del conflitto in Ucraina.
Il progetto costituisce una delle priorità della Commissione Europea nell’ambito della “Connect Europe Facility”. Secondo un’analisi di Ernst & Young, i benefici economici derivanti dall’opera sono stimati in un incremento di 2 miliardi di Euro al Prodotto Interno Lordo delle nazioni interessate, con particolare impatto per le Tre Repubbliche Baltiche. I rispettivi Parlamenti hanno approvato il Progetto Definitivo dell’opera nel 2017, delegando la fase attuativa a tre Enti Nazionali di Gestione, con sede nelle rispettive capitali: Tallinn, Riga e Vilnius.

Un’opera miliardaria

Il costo dell’opera, stimato tre anni fa in 5,6 miliardi di Euro, è previsto in raddoppio. A partire dall’approvazione dei Progetti e delle relative varianti, l’Unione Europea ha concesso finanziamenti pari a 1,2 miliardi di euro agli Enti attuatori. Sussistono contestazioni relative all’impatto ambientale, che è stato ridotto al minimo e che ha già comportato diverse modifiche al progetto originario, e all’esclusione dal percorso di alcune città in Estonia e della stessa città di Vilnius, inizialmente esclusa dal tracciato che, in Lituania, prevede il passaggio dalla città di Kaunas (distante 105 Km.).

Impianto ambientale e modifiche progettuali

Attualmente, i lavori procedono in linea con il cronoprogramma in Estonia, impegnata nella costruzione del terminal della stazione di Tallinn, basato sul progetto dello studio Zaha Hadid, e in Lituania. La Lettonia, pur avendo riaffermato il proprio impegno ad accelerare l’esecuzione, registra un ritardo stimato di due/tre anni. Ciononostante, le autorità locali contestano tale stima e si dichiarano fiduciose riguardo ai finanziamenti necessari, che saranno inclusi nel budget UE per il biennio 2028-2030.
L’Unione Europea finanzierà l’opera per l’85%, mentre il rimanente 15% sarà a carico dei tre Stati Baltici, e conferma l’erogazione dei fondi in coerenza con il programma di completamento dei lavori previsto per il 2030.

La presenza italiana nei lavori e nelle gare

Importanti aziende italiane si sono aggiudicate appalti per l’elettrificazione e il segnalamento, tra cui ITALFERR, e per la costruzione, tra cui Rizzani de Eccher (ponti e infrastrutture complesse), Maeg costruzioni e il gruppo Marcegaglia Buildtech (carpenteria ferroviaria). La società di architettura del gruppo ItalFerr, CREW, si è aggiudicata i lavori di riqualificazione della stazione di Riga. Ulteriori ditte italiane sono in competizione per appalti futuri che saranno periodicamente banditi dagli Enti Attuatori.
Per consultare i bandi di gara in programma e quelli aggiudicati, si invita a visitare il sito Rail Baltica Procurements (https://www.railbaltica.org/for-partners/tenders/).

 

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