L’Unione europea e l’India hanno siglato il 27 gennaio 2026 un accordo di libero scambio, il più vasto mai concluso da entrambe le parti. La sottoscrizione è avvenuta nel contesto del sedicesimo Vertice UE-India a Nuova Delhi e della nuova Agenda Strategica Globale Congiunta, consolidando in tal modo un rapporto più stretto tra due delle maggiori economie mondiali in una fase storica in cui il commercio globale è sempre più esposto a tensioni geopolitiche.
Negoziato per oltre vent’anni, l’accordo di libero scambio tra UE e India è giunto finalmente a compimento. L’UE e l’India avevano avviato i negoziati per tale accordo nel 2007. Le trattative furono sospese nel 2013 e riprese nel 2022. I negoziati si sono conclusi positivamente nel gennaio 2026.
India, 4% del PIL di tutto il mondo
Secondo i dati della Commissione Europea, i 27 paesi membri dell’Unione Europea, unitamente all’India, rappresentano approssimativamente un quarto della popolazione mondiale, totalizzando due miliardi di individui, e circa il 20% del prodotto interno lordo (PIL) globale. L’India da sola contribuisce a quasi il 4% del PIL mondiale complessivo.
L’accordo tra l’UE e l’India costituisce il più vasto accordo commerciale mai stipulato da entrambe le parti e conferirà all’Unione Europea un significativo vantaggio competitivo in settori industriali e agroalimentari cruciali. È destinato a rafforzare gli scambi, gli investimenti e i legami politici tra le due maggiori democrazie del mondo. L’Unione Europea ambisce a differenziarsi dalla politica protezionistica statunitense, diversificando i propri partner commerciali e mitigando le incertezze originatesi con l’amministrazione Trump.
L’accordo si prefigge l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni di merci dall’UE verso l’India entro il 2032, mediante l’eliminazione o la riduzione dei dazi sul 96,6% dei prodotti europei, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro annui per le imprese. Nello specifico, l’accordo mira a:
- Eliminare gli ostacoli al commercio e semplificare le procedure.
- Aprire nuove opportunità di esportazione.
- Rafforzare la sicurezza economica dell’UE attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Più investimenti, più occupazione
Oltre alle imprese, anche gli investimenti e l’occupazione trarranno beneficio: la riduzione delle tariffe commerciali interessa il 90% dei beni scambiati e il 97% dei prodotti esportati dall’UE sarà oggetto di riduzioni o eliminazioni tariffarie. Ma vi è di più.
I settori strategici
Per quanto concerne l’India, l’accordo promuoverà la crescita in settori strategici quali il tessile e l’abbigliamento, la farmaceutica, l’automazione, l’informatica e i servizi, grazie al miglioramento dell’accesso al mercato europeo. Per l’Unione Europea, la graduale diminuzione dei dazi indiani aprirà il mercato indiano alle importazioni di beni ad elevato valore aggiunto come l’automotive, i macchinari, l’aeronautica, la chimica e le tecnologie avanzate, favorendo una più ampia diffusione dei prodotti europei, sinora penalizzati da barriere tariffarie. In particolare, l’India procederà alla progressiva riduzione dei dazi attualmente superiori al 16% su un’estesa gamma di prodotti industriali, inclusi chimica, cosmetici, materie plastiche, componentistica automotive, tessile, ceramica e macchinari. Per numerose categorie merceologiche la liberalizzazione sarà immediata; per altre sono previsti periodi transitori fino a un decennio.
Italia e India
L’accordo tra l’Unione Europea e l’India è destinato a ridurre le barriere commerciali, promuovere la formazione di nuove catene di approvvigionamento e produttive e consentire una diversificazione dei partner commerciali. Di conseguenza, gli esportatori italiani avranno l’opportunità, nei prossimi anni, di sfruttare occasioni inedite in un panorama globale sempre più interconnesso e dinamico. Per un numero significativo di piccole e medie imprese italiane, in particolare quelle attive nei settori della meccanica, dell’agroalimentare di qualità e dei beni di lusso, tale intesa rappresenta un volano per espandere la propria presenza commerciale e per esplorare nuove sinergie con le controparti indiane.
Dazi ridotti del 100%
L’intesa prevede una diminuzione sostanziale dei dazi, con particolare riferimento a specifiche categorie di beni. Le tariffe su autoveicoli e componentistica saranno progressivamente ridotte dal 110% al 10%. Analogamente, le tariffe sui macchinari (attualmente fino al 44%), sui prodotti chimici e sui prodotti farmaceutici. L’accordo prevede inoltre l’eliminazione o la riduzione dei dazi sulle esportazioni di prodotti agroalimentari, con una significativa diminuzione delle tariffe per beni strategici per l’export italiano, quali vini, liquori, olio d’oliva e alimenti trasformati. Nello specifico, le tariffe indiane sui vini di alta gamma saranno ridotte dal 150% al 20%, quelle su liquori e birra passeranno dal 110% al 40%, mentre i dazi sull’olio d’oliva e altri oli vegetali saranno azzerati. Anche prodotti come pasta, cioccolato e altre specialità alimentari europee beneficeranno della riduzione a zero dei dazi, facilitando l’accesso a mercati precedentemente difficili da penetrare per le imprese italiane.
A scopo di tutela dei settori agricoli sensibili alla concorrenza indiana, prodotti come la carne bovina, la carne di pollo, il riso e lo zucchero sono stati esclusi dal processo di liberalizzazione. Inoltre, tutte le importazioni indiane dovranno continuare a ottemperare alle rigorose normative dell’Unione Europea in materia di salute e sicurezza alimentare.
Dati di interscambio UE – India
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Anno |
Fonte | Export UE → India
(mld USD) |
Import UE ← India (mld USD) |
| 2025 | UN Comtrade | 54,5 |
78,4 |
Principali partner commerciali dell’India
Tra i principali partner commerciali dell’India, la UE è 2° partner commerciale (≈15% totale interscambio) al 2° posto, dopo gli Stati Uniti d’America.
Principali settori merceologici UE – India
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Settore |
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Macchinari e apparecchi elettrici e meccanici |
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Prodotti chimici |
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Acciaio e metalli |
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Prodotti farmaceutici |
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Tessili e abbigliamento |
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Gioielleria e pietre preziose |
Italia – India
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Anno |
Fonte |
Export Italia (mld €) |
Import Italia (mld €) |
Posizione Italia |
|
2025 |
Istat–MAECI |
5,7 |
8,5 |
3° partner UE dopo Germania e Francia |
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