Il prossimo 15 giugno Roma ospiterà l’ottava edizione di Herconomy, iniziativa dedicata ai temi della parità di genere e della valorizzazione del talento femminile di Economy. Il titolo scelto per questa edizione – “Destinazione Parityverse” – richiama l’idea di un percorso ancora in evoluzione verso modelli organizzativi più inclusivi e sostenibili.
Al di là dell’evento, il tema merita una riflessione più ampia.
Per molti anni la parità di genere è stata affrontata prevalentemente come una questione sociale o culturale. Oggi, invece, sempre più studi internazionali la collegano direttamente alla competitività delle imprese, alla capacità di innovazione e alla crescita economica.
In un contesto caratterizzato da invecchiamento della popolazione, carenza di competenze specialistiche e crescente difficoltà nel reperire figure professionali qualificate, il pieno utilizzo del capitale umano disponibile rappresenta una necessità economica prima ancora che un obiettivo di equità.
La sfida non riguarda soltanto l’accesso delle donne alle posizioni manageriali. Riguarda la capacità delle organizzazioni di costruire ambienti di lavoro in cui competenze, merito e opportunità possano esprimersi senza ostacoli culturali o organizzativi.
Per le imprese italiane il tema assume una rilevanza particolare. In un mercato globale sempre più competitivo, la capacità di attrarre e trattenere talenti rappresenta uno dei principali fattori distintivi. Le organizzazioni che sapranno valorizzare tutte le competenze disponibili avranno maggiori possibilità di affrontare con successo le trasformazioni tecnologiche, demografiche e geopolitiche che stanno ridefinendo gli equilibri economici internazionali.
La parità di genere, quindi, non può più essere considerata esclusivamente un indicatore ESG o un requisito normativo.
È sempre più un indicatore della capacità di un’organizzazione di prepararsi al futuro.
Perché la competitività di domani dipenderà anche dalla capacità di utilizzare pienamente il talento disponibile oggi.

