In Italia, la finanza islamica è ancora un settore di nicchia in fase di sviluppo, ma sta attirando l’interesse di una gamma eterogenea di soggetti, coinvolgendo principalmente grandi istituzioni e aziende orientate all’export, con un potenziale di crescita significativo trainato dalla comunità musulmana e dall’interesse degli investitori internazionali.
Il governo italiano vede nella finanza islamica un’opportunità per attrarre investimenti dai paesi del Golfo.
Azimut è l’operatore italiano più rilevante nel settore. Attraverso la sua piattaforma internazionale offre l’Azimut Global Sukuk Fund, uno dei più grandi fondi UCITS denominati in USD dedicati ai sukuk (obbligazioni islamiche), con oltre 10 anni di track record e gestito da un team con sede nel Medio Oriente.
Sempre sul mercato italiano sono quotate diverse classi del fondo AZ F.1 Islamic Global Sukuk (in euro, con distribuzione o capitalizzazione), accessibili tramite Borsa Italiana : iShares (BlackRock) distribuisce in Italia l’iShares $ Sukuk UCITS ETF (ticker SKUK), un ETF indicizzato sui sukuk quotato su Borsa Italiana .
Borsa Italiana (oggi parte del gruppo Euronext) ospita la negoziazione di fondi e ETF sukuk. A livello europeo, Euronext conta oltre 240 sukuk quotati e circa 100 emittenti, con un totale di oltre €160 miliardi raccolti . Questo consente agli investitori italiani di accedere a titoli islamici attraverso i mercati regolamentati nazionali.
Non esistono Islamic windows (finestre islamiche) o filiali di banche tradizionali italiane che offrano prodotti bancari retail “Shari’ah-compliant” cioè prodotti, servizi, investimenti o attività economiche conformi ai principi della Sharia’ah. Tuttavia, alcune grandi banche italiane hanno mostrato interesse. Istituzioni finanziarie e intermediari stanno esplorando prodotti “Shari’ah-compliant”. Ad esempio, SACE ha garantito il suo primo finanziamento con struttura islamica (una Commodity Murabaha), erogato da HSBC. Anche Banca UBAE promuove il riconoscimento normativo di questi strumenti, mentre Banca d’Italia e Consob lavorano per valutarne l’integrazione.
Le aziende, specialmente quelle dell’agrifood, guardano a questi strumenti per espandersi nei mercati del Medio Oriente e del Nord Africa. La Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC) promuove la finanza islamica proprio per supportare le PMI italiane.
Sempre più consulenti finanziari, export manager e professionisti si stanno specializzando per rispondere alla crescente domanda di investimenti Halal. A tal fine, sono nate partnership tra JIACC e società di consulenza come Usmani Financial Consultancy (UFC) ed EBDAA Islamic Finance Consultancy.
Anche tra la comunità musulmana, con circa 3 milioni di musulmani residenti in Italia, esiste una domanda diffusa di prodotti bancari e assicurativi (come il Takaful) che rispettino i precetti religiosi.
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