Dopo un lungo e complesso negoziato avviato nel 2018, con una battuta d’arresto nel 2023, l’Unione europea e l’Australia hanno siglato lo scorso 24 marzo 2026 un articolato accordo che abbraccia ambiti economici, militari e tecnologici e si prefigge di ridefinire le relazioni commerciali tra le due parti.
L’intesa strategica si colloca in un contesto di marcata incertezza geopolitica ed economica e mira a potenziare gli scambi commerciali, diversificando gli sbocchi di mercato e riducendo la dipendenza economica dalla Cina, tutelandosi al contempo dalle potenziali ripercussioni legate ai dazi commerciali statunitensi.
89,2 miliardi di scambi commerciali
Secondo le stime della Commissione Europea, il volume degli scambi di beni e servizi con l’Australia ammonta già a oltre 89,2 miliardi di euro annuali, sostenendo 460.000 posti di lavoro nell’intera Unione Europea. Con tale accordo, l’UE mira a incrementare le esportazioni dei 27 Stati membri verso il mercato australiano del 33% nei prossimi dieci anni, raggiungendo un valore stimato di circa 17,7 miliardi di euro all’anno. Le imprese europee godranno di un beneficio immediato grazie all’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sui beni esportati, con un risparmio in tasse doganali stimato in un miliardo di euro su base annuale.
Il valore complessivo degli scambi di beni e servizi tra l’UE e l’Australia si attesta già intorno ai 90 miliardi di euro annui. Anche il settore degli investimenti trarrà beneficio dall’accordo; in particolare, la Commissione prevede un notevole impulso per gli investimenti dell’UE in Australia.
L’accordo verte principalmente su settori strategici quali l’industria automobilistica, chimica e il comparto lattiero-caseario. Tuttavia, la reale criticità ha risieduto nel raggiungimento di un’intesa sui prodotti agricoli, che per anni ha ostacolato il dialogo.
La tutela dei prodotti agricoli
Per i prodotti ritenuti sensibili, quali carni bovine, ovine e caprine, zucchero, riso e prodotti lattiero-caseari, l’accordo prevede l’importazione dall’Australia a dazi nulli o ridotti, ma esclusivamente entro quantitativi contingentati e a condizioni specifiche. È stato introdotto un meccanismo di salvaguardia per consentire all’UE di intervenire tempestivamente qualora un incremento delle importazioni australiane dovesse arrecare pregiudizio agli agricoltori europei.
L’accordo garantisce inoltre la tutela di tutte le indicazioni geografiche dell’UE. Infine, tutti i beni importati dall’Australia continueranno ad essere assoggettati alle rigorose normative dell’UE in materia di salute e sicurezza.
L’accordo sulle materie prime
Un elemento di cruciale rilevanza dell’accordo per l’UE è rappresentato dall’approvvigionamento di materie prime. L’Australia si configura come uno dei principali produttori di alluminio, litio e manganese, tutti materiali essenziali per l’industria dell’UE. L’accordo disporrà la riduzione o l’eliminazione dei dazi su tali materiali e rafforzerà la cooperazione tra l’UE e l’Australia in materia di sicurezza della catena di approvvigionamento di materie prime per la produzione di veicoli elettrici, di batterie e per le energie rinnovabili.
L’intesa siglata a Canberra si estende oltre il mero libero scambio di merci. È stato altresì sottoscritto un partenariato per la sicurezza e la difesa che contempla una cooperazione più stretta sulla sicurezza marittima, la protezione informatica e il contrasto alle minacce ibride e alla manipolazione delle informazioni. L’Australia renderà disponibile l’accesso al mercato in taluni settori chiave, quali quelli finanziari e le telecomunicazioni. Si prevede inoltre un ampliato accesso per le imprese dell’UE agli appalti pubblici.
Infine, l’Australia potrà acquisire lo status di membro associato di Horizon Europe, il principale programma di finanziamento per l’innovazione dell’UE.
Italia e Australia
L’accordo verte su settori strategici quali l’industria automobilistica, la chimica e il comparto caseario; tuttavia, la vera sfida ha riguardato il raggiungimento di un’intesa sui prodotti agricoli e alimentari, che per anni avevano ostacolato il dialogo. Una delle questioni più complesse concerneva l’impiego dei nomi tradizionali europei. Le indicazioni geografiche e le tutele sostenute dall’Unione Europea saranno ora integralmente protette, dopo un breve periodo di transizione. L’accordo garantirà altresì la protezione delle indicazioni geografiche dell’UE, il che implica che denominazioni come “pecorino romano” o “parmigiano reggiano” potranno essere utilizzate unicamente per i prodotti effettivamente originari delle rispettive regioni designate. Fanno parte di questo gruppo:
- 165 prodotti agricoli e alimentari
- 231 bevande alcoliche
Un accordo bilaterale aggiornato sui vini assicurerà un’ulteriore protezione a oltre 1.600 indicazioni geografiche dei vini dell’UE, includendo circa 50 nuove aggiunte. In virtù di tale intesa, ad esempio, i produttori australiani di prosecco dovranno cessare l’utilizzo di tale nome per le loro esportazioni, sebbene sia previsto un periodo di transizione di dieci anni per l’adeguamento. In cambio, l’UE ha concesso una maggiore apertura del mercato per la carne australiana, stabilendo quote (il 55% sarà esente da dazi).
Opportunità per food, moda, meccanica e chimica
L’accordo rappresenta, per l’Italia, un’opportunità da cogliere, in particolare per le PMI, da sempre caratterizzate da una forte propensione all’export. Settori quali l’agroalimentare, la moda e il tessile, la meccanica, la chimica e la manifattura potranno beneficiare della riduzione dei dazi e del conseguente ampliamento dell’accesso al mercato australiano. I prodotti italiani, che in precedenza scontavano un sovrapprezzo per la commercializzazione in Australia, godranno ora di un accesso semplificato. I dazi australiani sui prodotti europei come vino, spumante, frutta, verdura e cioccolato saranno immediatamente azzerati, mentre l’eliminazione dei dazi sui formaggi avverrà nell’arco di un triennio. Inoltre, spumanti, liquori, biscotti e pasta avranno un costo inferiore per i consumatori australiani, favorendo l’incremento del consumo di prodotti italiani di qualità.
Dati interscambio UE – Australia
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Anno |
Fonte |
Export UE → Australia (mld €) |
Import UE ← Australia (mld €) |
| 2025 | Eurostat | 36,9 |
10,2 |
Principali partner commerciali dell’Australia
Tra i principali partner commerciali dell’Australia, la UE è il 3° partner commerciale (8,6% totale interscambio, dopo la Cina.
Principali settori merceologici UE – Australia
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Settore |
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Macchinari e apparecchi meccanici |
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Mezzi di trasporto |
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Chimici e farmaceutici |
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Minerali |
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Alimentari e prodotti agricoli |
Italia – Australia
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Anno |
Fonte | Export Italia
(mld €) |
Import Italia
(mld €) |
Posizione Italia |
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2025 |
Istat–MAECI |
5,4 |
0,6 |
2° partner UE dopo Germania |
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