Due oceani, una sfida: il Costa Rica ridisegna la logistica

Il sistema di infrastrutture e collegamenti in Costa Rica sta vivendo una fase di profonda modernizzazione, con investimenti multimiliardari per potenziare porti, strade e ferrovie, puntando a diventare un hub logistico regionale più competitivo.

Il settore vale circa il 6% del PIL e dà lavoro a oltre 150.000 persone. La principale sfida è colmare il ritardo negli investimenti pubblici. Per questo si punta sempre più su partenariati pubblico-privati, con un piano che mira a mobilitare fino a 1.2 miliardi di dollari per progetti entro il 2030.

Trasporti interni e collegamenti

Verrà data priorità al progetto di ampliamento della Strada 32, fondamentale per collegare la capitale San José al porto di Limón, riducendo tempi e costi logistici.

Ferrovie

Primo importante progetto per un treno elettrico nell’area metropolitana di San José. Finanziato con un prestito di 250 milioni di dollari dalla Banca Europea per gli investimenti, servirà oltre 3 milioni di persone con due linee per 51 km, riducendo traffico e 18.000 tonnellate di CO2 all’anno.

Porti

Approvato il progetto di ammodernamento del porto di Caldera, situato sulla costa pacifica, con un investimento di oltre 600 milioni di dollari destinato all’ampliamento dell’infrastruttura, ormai satura. Gli interventi, la cui conclusione è prevista tra il 2029 e il 2030, comprenderanno l’estensione della banchina di ormeggio oltre i 1.000 metri, al fine di consentire l’approdo di navi di maggiore stazza e l’attivazione di rotte dirette con l’Asia, azzerando così i costi legati alle operazioni di trasbordo.

Il porto di Limón è il cuore pulsante del commercio costaricano e sta vivendo una profonda trasformazione, divisa tra un presente da gigante logistico e un futuro da polo turistico.

Il Complesso Portuale di Limón-Moín è composto da due terminal principali. Il Terminal per Containers di Moín (TCM), gestita da APM Terminals e inaugurata nel 2019, ha fatto un salto di qualità. Con un investimento di circa 1 miliardo di dollari, ha permesso al paese di ricevere le navi “super post-panamax”, riducendo i costi logistici. La sua efficienza è tale che, nel 2025, ha movimentato 1,3 milioni di container e oltre 6 milioni di tonnellate di merci, gestendo circa il 60% delle esportazioni del paese (banane, ananas, caffè e dispositivi medici).

Il progetto per la Marina turistica

È in corso un ambizioso progetto per riconvertire il vecchio terminal (Hernán Garrón Salazar) in un grande complesso turistico. La legge che lo abilita è stata firmata a luglio 2026 e prevede una Marina e Terminal Crociere per dare a Limón un ruolo da “home port” (porto di partenza) per le rotte caraibiche, anziché essere solo una tappa di poche ore. Con un investimento stimato tra 800 e 900 milioni di dollari, il progetto occuperà 27 ettari e avrà capacità per 120 imbarcazioni e fino a 10.000 turisti al giorno sulle navi da crociera. Si prevede la creazione di oltre 20.000 posti di lavoro durante la costruzione e la nascita di nuove attività commerciali, alberghi e ristoranti, per diversificare l’economia di una provincia storicamente in difficoltà.

Investire in Costa Rica

Investire in Costa Rica significa puntare su un paese che ha saputo costruire un ecosistema competitivo, stabile e sostenibile, tanto da attrarre investimenti esteri per oltre 5 miliardi di dollari nel 2025, per il secondo anno consecutivo.

Ecco i motivi principali che lo rendono una meta strategica:

  • Qualità della vita: spesso soprannominata la “Svizzera del Centro America”, offre un eccellente standard di vita, assistenza sanitaria di qualità ed è considerata una delle migliori destinazioni al mondo per pensionati.
  • Stabilità politica e giuridica: democrazia più longeva dell’America Latina e membro OCSE dal 2021, offre un contesto istituzionale solido e prevedibile, fondamentale per pianificare a lungo termine.
  • Economia solida e in espansione: crescita del PIL prevista tra il 3,4% e il 4% nel 2026-2027, tra le più alte dell’OCSE. L’economia si è diversificata con successo verso servizi e manifattura avanzata.
  • Capitale umano qualificato: manodopera istruita e talento specializzato, con oltre 1.000 multinazionali già operative.
  • Sostenibilità e innovazione: leader globale nell’energia rinnovabile (quasi al 100%) e con un forte impegno nella protezione ambientale. 
  • Piattaforma commerciale avanzata: vasta rete di accordi di libero scambio (UE, USA, Cina, Corea, etc.) che offre accesso preferenziale ai mercati chiave.
  • Incentivi competitivi: il regime di Zona Franca (Legge 7210) offre esenzioni fiscali e doganali, attirando investimenti in settori come dispositivi medici e semiconduttori, con un aumento del 266% del nuovo capitale nel 2026. Inoltre, il governo promuove attivamente settori come scienze della vita, tecnologie digitali e infrastrutture turistiche e offre sovvenzioni (dal 50% al 90%) per la formazione del personale delle aziende esportatrici.

Pur essendo molto solido, il paese comunque deve affrontare sfide come un costo della vita in aumento. In particolare, nella zona metropolitana di San José e crescenti problemi di sicurezza pubblica. Tra i fattori negativi vanno considerati anche una burocrazia lenta e un sistema tributario complesso con due regimi paralleli (ordinario e territoriale/opzionale). Anche l’apprezzamento della moneta locale (il colón) può influire sulla competitività dei costi.

Il sistema tributario

Nel Costa Rica il sistema tributario ha una caratteristica piuttosto insolita: due regimi fiscali paralleli tra cui le persone fisiche, e in parte le società possono scegliere:

  1. Regime ordinario (tradicional): tassa il reddito complessivo. Si deve dichiarare tutto ciò che si guadagna, sia in Costa Rica che all’estero. Con questo regime si hanno detrazioni e crediti d’imposta più ampi (per esempio interessi mutuo, donazioni, crediti per figli, spese mediche), con possibilità di portare in detrazione perdite. È il regime più complesso, in termini di dichiarazione, ma più conveniente per chi ha spese deducibili significative.
  2. Regime alternativo (de tributación alternativa): tassa solo il reddito di fonte costaricana, quello cioè prodotto nel territorio nazionale. Con detrazioni più limitate ma con un regime semplificato è quello che spesso scelgono i residenti con redditi esteri (pensioni, affitti, investimenti all’estero), in quanto il reddito prodotto fuori dal paese non è tassato. La scelta non è automatica e va valutata ogni anno in base alla propria situazione, con la dichiarazione dei redditi.


Per le società la logica è diversa: le società di capitale in Costa Rica sono tassate sul reddito di fonte costaricana (regime territoriale per la maggior parte dei redditi, salvo eccezioni per alcuni redditi passivi esteri). E le società in Zona Franca hanno un regime a parte con incentivi dedicati.

Questo vale per le imposte sul reddito. Per l’IVA (Impuesto al valor agregado) e per le operazioni doganali vere e proprie (importazioni) esistono regole distinte, gestite dall’Hacienda (Ministerio de Hacienda) e dalla Dirección General de Aduanas.

 

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