Penisola scandinava, nazioni di stabilità economica

Nonostante la crisi di rilevanza globale in corso in Medio Oriente, l’Area Baltico-Scandinava, sebbene geograficamente distante dall’area di crisi, mantiene una significativa rilevanza strategica come proiezione, a livello strategico, di un altro “fronte”, attualmente meno esposto mediaticamente ma purtroppo tragicamente attivo, come quello in Ucraina, la cui invasione ha posto in prima linea gli Stati rivieraschi del Mar Baltico.
Le tre Repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) sono state oggetto di analisi in una precedente edizione di GlobalCom, ove se ne sono illustrate le peculiarità del tessuto economico e le relazioni commerciali con l’Italia.
Si intende replicare tale approccio, spostando l’attenzione geograficamente di poco a nord, ma rimanendo nella medesima area geostrategica, per esaminare, in sintesi, la struttura economica delle tre nazioni della penisola Scandinava: Finlandia, Svezia e Norvegia.

Un’area geo strategica cruciale

Queste nazioni si affacciano sul Baltico e condividono un confine terrestre con la Russia (ad eccezione della Svezia, che pure dista solo 230 miglia nautiche dall’exclave russa di Kaliningrad). Pur mantenendo una tradizionale neutralità militare, ad eccezione della Norvegia, fino allo scoppio della crisi ucraina, esse hanno optato per un allineamento, aderendo alla NATO nel marzo 2024. Tale adesione riafferma l’importanza strategica ed economica di un’area percepita in precedenza come “insulare” nella sua neutralità, le cui riserve di risorse naturali e le tecnologie d’avanguardia possono rivestire un ruolo cruciale per i paesi dell’Unione Europea, come testimoniato dal ricorso al gas norvegese nel momento in cui, nel corso del 2022, si sono interrotte le forniture russe ed è aumentata significativamente la tensione sul fronte Nord della NATO.

Economia e risorse

Finlandia e Svezia hanno aderito all’Unione Europea nel 1995, sebbene solo la Finlandia abbia adottato l’euro. La Norvegia non è membro dell’UE, ma partecipa allo Spazio Economico Europeo e intrattiene accordi commerciali consolidati con i Paesi dell’Unione. Dal punto di vista economico, nonostante la ridotta popolazione, questi Paesi rivestono una notevole importanza grazie alle risorse minerarie e forestali, all’elevato livello tecnologico in numerosi settori (digitale, metallurgico, minerario, ambientale e delle telecomunicazioni), al PIL pro-capite superiore alla media europea e a solidi fondamentali economici, fattori che attraggono e destinano ingenti investimenti al di fuori dei propri confini. Tali elementi contribuiscono a definire l’area come un polo di stabilità, pur rappresentando una zona di frontiera da una prospettiva strategica. Il Consiglio Nordico dei Ministri funge da organo di consultazione intergovernativo degli Stati dell’Area, a testimonianza di una visione, per molti aspetti condivisa, del posizionamento della regione scandinava.

I rapporti con l’Italia, sia a livello politico che economico, sono ottimi e vi sono ampi spazi per un ampliamento sia delle nostre quote di mercato che della collaborazione in settori strategici.

 

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