Il numero dei Paesi destinatari del Piano è raddoppiato: ai 9 iniziali (Algeria, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia) si sono aggiunti Angola, Ghana, Mauritania, Senegal, Tanzania e, dallo scorso marzo, anche Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia, per un totale di 18 Paesi situati in tutte le regioni geografiche del continente. Con tutte queste nazioni è in atto un intenso scambio di rapporti e visite istituzionali, oltre che di missioni imprenditoriali e tecniche volte a intensificare le relazioni con l’imprenditoria locale e a individuare progetti da realizzare nei settori prioritari di intervento precedentemente stabiliti.
Come indicato nella “Relazione sul secondo Anno di Attività del Piano Mattei”, sono state implementate 64 iniziative, ripartite nei seguenti settori: Agricoltura (10), Istruzione e Formazione (24), Sanità (4), Energia (14), Acqua e Infrastrutture (12). Questi numeri includono sia le iniziative concretamente finanziate (stimate a 29) sia quelle connesse ad accordi o “Memorandum of Understanding” con autorità locali non ancora finanziate (stimate a 35). Una distinzione che si rende necessaria in considerazione della complessità dei progetti da realizzare e delle numerose entità da coinvolgere (governi locali, organismi finanziari locali e internazionali).
I progetti principali
Filiera Agricola: È stato siglato un accordo con il governo algerino per la concessione di 36.000 ettari, prevalentemente terreni desertici nel sud del Paese, al gruppo Bonifiche Ferraresi Spa. L’obiettivo è l’avvio della produzione e l’attivazione di un’intera filiera produttiva, a cominciare dalla semina di cereali e legumi su un primo lotto di 3.000 ettari. Il progetto prevede un massiccio intervento in termini di attivazione di pozzi per l’irrigazione, fornitura di sementi, macchinari e accessori, oltre al trasferimento tecnologico e alla formazione del personale.
Un ulteriore accordo è entrato in vigore a luglio con il governo del Mozambico, finalizzato alla costruzione e all’equipaggiamento di un Centro Agroalimentare nella provincia di Manica, destinato a fungere da polo di trasformazione e distribuzione di prodotti agricoli per l’area occidentale del Paese. Analogamente, in collaborazione con le autorità della Costa d’Avorio, sono stati destinati 5.000 ettari alla coltura di soia e mais. Programmi di Formazione nel settore agricolo sono stati inoltre avviati in Tunisia, Egitto e Ghana per rafforzare la sostenibilità e la sicurezza alimentare.
Energia: La Tunisia e l’Algeria sono state identificate come Paesi fornitori nell’ambito del “South H2 Corridor”, un’iniziativa che posiziona l’Italia come hub regionale per il trasporto di Idrogeno Verde dal Nord Africa all’Europa, con destinazione finale la Germania. Il progetto coinvolge anche Enel, Eni e Terna e sarà supportato da un cofinanziamento europeo. Questi due Paesi rivestono un ruolo cruciale anche come “hub” per la connettività energetica dell’intero Continente, attraverso il potenziamento delle infrastrutture esistenti (gasdotti) e la realizzazione di nuovi cavi sottomarini, al fine di incrementare la connettività, inclusa quella digitale, non solo con l’Italia ma con l’intera Europa. In Egitto è in corso la costruzione del più grande impianto fotovoltaico del Paese, destinato a fornire energia a 300.000 residenti, mentre in Kenya è in fase di realizzazione un progetto, su una superficie di 10.000 ettari e con il coinvolgimento di migliaia di agricoltori, per la produzione di oli vegetali destinati ai biocarburanti. Tale iniziativa beneficia della consulenza tecnica di aziende nazionali del settore e del gruppo ENI. Il progetto è considerato di grande interesse dalla Banca Mondiale, che cofinanzierà l’ampliamento della superficie destinata alla coltivazione di oli vegetali.
Sanità: Espansione della rete di strutture sanitarie nelle regioni della Costa d’Avorio Meridionale e ripristino di una rete di assistenza sanitaria nella regione etiope del Tigray, colpita dal conflitto civile.
Formazione: È una tematica centrale per tutti i paesi coinvolti, mirando a istruire dirigenti e quadri pubblici, oltre a manager privati, su questioni inerenti al cambiamento climatico, alla gestione delle risorse e all’accesso ai finanziamenti internazionali. Una particolare enfasi è riservata ai molteplici aspetti del Digitale. In collaborazione con la Tunisia, è stato istituito un Gruppo di Lavoro per lo sviluppo di nuove tecnologie, focalizzato in particolare sulla creazione di un Hub per l’Intelligenza Artificiale. Questo Hub ha l’obiettivo di potenziare la capacità di calcolo necessaria per espandere i campi di applicazione dell’IA e, più in generale, sostenere programmi pilota per lo sviluppo di start-up innovative. Microsoft partecipa attivamente al programma, contribuendo alla creazione di una rete aziendale che coinvolge i propri fornitori e “grandi clienti”. Anche la Commissione Europea ha espresso interesse per questo progetto pilota, valutandone la replicabilità in altri contesti nazionali.
Merita altresì menzione il programma elaborato in collaborazione con l’Università Mohammed VI di Casablanca. Questa Iniziativa, incentrata sulla gestione del cambiamento climatico, è prioritariamente rivolta ai manager marocchini ma è altresì aperta alla partecipazione di altri paesi.
Acqua e Infrastrutture: La città di Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, è interessata da un significativo stanziamento di 150 milioni di euro destinato alla ristrutturazione e all’ampliamento della rete idrica esistente, con l’obiettivo di garantire la fornitura di acqua corrente a oltre un milione di residenti.
Il progetto infrastrutturale di maggiore rilevanza nell’ambito del Piano Mattei (con uno stanziamento previsto di 300 milioni di euro) è indubbiamente il corridoio di Lobito, una linea ferroviaria di 1300 km che collegherà le aree minerarie dello Zambia al porto di Lobito, in Angola, attraversando anche la Repubblica Democratica del Congo. Questa infrastruttura consentirà il trasporto di minerali e prodotti agricoli verso l’Oceano Atlantico in soli due giorni di viaggio, facilitandone la successiva esportazione verso l’Europa e gli Stati Uniti, ed è considerata altresì cruciale per attrarre investimenti esteri in Angola. Nel corso di un vertice tenutosi a Roma lo scorso giugno, che ha visto la partecipazione della Presidente della Commissione Europea e dei rappresentanti dei Paesi coinvolti, è stata definita la compartecipazione finanziaria dell’Italia, in sinergia con il programma dell’Unione Europea “Global Gateway to Africa”, che prevede un investimento di oltre 1 miliardo di euro per la realizzazione di tale infrastruttura.
Misura Africa Simest
Simest ha pertanto elaborato un programma denominato “MISURA AFRICA”, operativo dallo scorso anno (www.simest.it), con uno stanziamento iniziale di 200 milioni di Euro finalizzato al potenziamento strutturale delle aziende che hanno in corso operazioni commerciali e produttive in Africa o con aziende africane. Ai progetti finanziati (durata massima 6 anni) viene applicato il tasso d’interesse dello 0,5% ed il 10% dell’ammontare dei progetti finanziati è a fondo perduto, percentuale che sale al 20% per le aziende del Sud. Una “riserva” dello stanziamento è destinata ad imprese giovanili, femminili e “start up” innovative. In tale ambito possono essere presentati progetti relativi anche al finanziamento di strutture promozionali in loco o partecipazione a Fiere, mostre e Convegni, così come alla formazione di personale locale, anche in Italia, con possibilità di richiedere il finanziamento anche per il viaggio ed il costo di soggiorno in Italia.
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