- Popolazione: 10,5 milioni abitanti
- Capitale: Stoccolma (1 milione di abitanti)
- Città principali: Göteborg (principale centro industriale), Malmö, Uppsala
- Valuta: Corona svedese (1 euro = 10,8 corone)
- Forma di governo: monarchia costituzionale
Paese più popoloso e principale economia dell’Area Baltico-Scandinava, presenta un PIL pro-capite di circa € 58.000, superiore alla media europea. La sua crescita economica, sebbene a un tasso ridotto rispetto al triennio precedente, si mantiene in territorio positivo (con un incremento del PIL previsto dell’1,5% per il 2026), e ciò accade nonostante le crisi geopolitiche che interessano da vicino l’area scandinavo-baltica. Grazie alla solidità dei conti pubblici (il debito pubblico è limitato al 36%) e a un’industria di alta tecnologia orientata all’export, il Paese è annoverato tra le nazioni considerate maggiormente affidabili e all’avanguardia in svariati settori industriali e nell’ambito delle applicazioni digitali.
Difesa e sostenibilità
La struttura economica svedese, sebbene il settore terziario risulti predominante (circa il 65% del PIL), si avvale di significative risorse forestali e minerarie (il 93% delle miniere di ferro in Europa e importanti giacimenti di terre rare), sfruttate in conformità ai più rigorosi canoni di sostenibilità ambientale, e di un tessuto industriale (25% del PIL) altamente performante, con industrie tecnologicamente all’avanguardia nei settori metallurgico, della meccanica, della chimica farmaceutica, della cellulosa e della carta. Anche il settore automobilistico, nonostante la congiuntura generale di crisi, conserva un ruolo di primaria importanza, rappresentando il 14% dell’industria svedese ed essendo il principale comparto dell’export nazionale. Aziende quali SCANIA (veicoli pesanti) e SKF (cuscinetti a sfera e soluzioni per autoveicoli) detengono una presenza capillare a livello globale e il medesimo gruppo VOLVO, pur essendo da tempo di proprietà della cinese Geely Holding, mantiene a Göteborg il principale polo produttivo e i dipartimenti di Ricerca e Sviluppo (R&S).
Risultano altresì di rilievo l’industria delle telecomunicazioni (ERICSSON), quella chimico-farmaceutica (ASTRA ZENECA, SOBIL) e il settore delle costruzioni, con ambiziosi progetti di sviluppo nelle principali città svedesi, per i quali vengono applicati i più stringenti parametri di ecosostenibilità a tutti i materiali impiegati (calcestruzzo, legname, materiali isolanti), contribuendo così alla creazione di una filiera settoriale ad alto valore aggiunto.
L’adesione alla NATO nel marzo 2024, in concomitanza con quella della Finlandia a seguito dell’attacco russo all’Ucraina, oltre a interrompere una secolare tradizione di neutralità, ha determinato un incremento delle spese per la difesa che a breve termine raggiungeranno il 3% del PIL. Ciò ha comportato un aumento della produzione e dell’esportazione di aziende quali SAAB (fornitrice di soluzioni per la difesa nei settori aeronautico e marittimo) e GKN AEROSPACE, le quali si sono aggiudicate significative commesse internazionali.
Commercio estero
| Voce | Valore (mld €) |
|---|---|
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Esportazioni |
184 |
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Importazioni |
178 |
Interscambio Italia-Svezia
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Flusso |
Valore (mld €) |
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Esportazioni italiane verso Svezia |
6,2 |
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Importazioni italiane dalla Svezia |
5,8 |
Principali settori: esportazioni italiane verso la Svezia
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Settore |
|
Macchinari |
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Alimentari e bevande |
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Apparecchiature elettriche e uso domestico |
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Autoveicoli |
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Prodotti farmaceutici |
Principali settori: importazioni italiane dalla Svezia
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Settore |
|
Macchinari |
|
Cellulosa e carta |
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Autoveicoli |
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Prodotti farmaceutici |
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Apparecchi elettrici e uso domestico |
Forti relazioni bilaterali
Il flusso dell’interscambio bilaterale si mantiene stabile, evidenziando un lieve incremento del nostro export in termini monetari nel corso dell’ultimo triennio. Si registra, inoltre, una crescente collaborazione in diversi settori quali la robotica, il digitale e il calcolo quantistico, con una rete di ricercatori italiani che, secondo i dati forniti dall’Ambasciata d’Italia a Stoccolma, supera le 1500 unità, distribuite su tutta la rete universitaria svedese. Tale presenza apre prospettive per nuove collaborazioni industriali e per potenziali rapporti di subfornitura. È opportuno rilevare la presenza di una Direttrice scientifica italiana presso l’European Spallation Source di Lund (Svezia meridionale), dove è in fase di realizzazione uno dei più rilevanti acceleratori basati su neutroni a livello globale, di dimensioni paragonabili al CERN di Ginevra. Questa struttura costituirà una piattaforma per ricerche multidisciplinari con la partecipazione di studiosi provenienti da ogni parte del mondo.
L’elevato livello tecnologico dell’industria svedese si unisce a una spiccata sensibilità ambientale, che si riflette anche nelle abitudini dei consumatori. Questi ultimi attribuiscono grande importanza a tale fattore nelle decisioni d’acquisto (tessili, arredo, alimentari, bevande). Questa tendenza si manifesta anche nel settore industriale, in particolare per quanto concerne lo smaltimento e il livello di inquinamento da CO₂.
La presenza delle aziende italiane
La presenza italiana in Svezia ammonta, in base ai dati del MAECI, a 210 aziende che operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’industria manifatturiera, con particolare riferimento al comparto automobilistico e nel settore dei macchinari e delle apparecchiature. Si segnala la significativa presenza di alcune tra le maggiori aziende italiane nel settore metallurgico (Danieli e Marcegaglia), nell’automotive (Brembo, Pirelli), nell’alimentare (Ferrero, Barilla, Lavazza) e nella filiera delle costruzioni (Mapei). Altrettanto rilevante è la presenza svedese in Italia, che include importanti realtà quali: Electrolux (elettrodomestici), Ikea (mobili e fai da te), H&M (abbigliamento), ABB (elettronica, automazione), Atlas Copco (elettronica), Sania e SKF (componenti automotive). L’ammontare dello stock di investimenti svedesi in Italia risulta considerevole, attestandosi a € 6,1 miliardi, a fronte dei € 3,2 miliardi degli investimenti italiani in Svezia.
Come sopra menzionato, tra le voci più rilevanti dell’interscambio, che funge da elemento trainante per molte componenti merceologiche, si annovera il settore automobilistico. Questo settore, nonostante una congiuntura difficile, rimane la principale componente del manifatturiero svedese, con aziende di rilievo quali Scania, SKF e la stessa VOLVO, sebbene quest’ultima sia di proprietà cinese dal 2010. Per quanto concerne i beni di consumo, si evidenzia la continua espansione del nostro export di alimentari e vini, risultato delle campagne promozionali condotte negli anni scorsi con alcune catene della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) svedese e delle Borse Vini che annualmente facilitano l’incontro tra i nostri produttori e i grossisti svedesi partecipanti alle gare indette periodicamente dal Monopolio Svedese, SYSTEMBOLAGET, tramite cui transitano tutte le importazioni di bevande alcoliche destinate al mercato locale.
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